Premessa

Le Initial Coin Offerings (ICO) e le Initial Token Offering (ITO), il cui nome deriva da Initial Public Offerings, consistono nella emissione di una nuova criptovaluta o di un token ceduti in cambio di criptovaluta già esistente (solitamente Bitcoin ed Ether) o valuta corrente (fiat). Questa cessione avviene tramite una piattaforma blockchain ed è gestita tramite uno smart contract.

Dal punto di vista contrattuale, fermo restando l’uso di uno smart contract per disciplinare il deposito della criptovaluta/fiat degli investitori e la consegna dei token, si usa il cosiddetto Simple Agreement for Future Tokens (SAFT) che prende le mosse dal Simple Agreement for Future Equity (SAFE).

Tipi di token

I token emessi in occasione di una ICO o di una ITO sono suddivisibili in tre categorie:

  • criptovaluta – ICO: il token è a tutti gli effetti una moneta (coin) ossia uno strumento di pagamento generico o una riserva di valore (p.e. i bitcoin) per l’acquisto di beni e servizi, ed è scambiabile sul mercato con fiat o altre criptovalute in base a un valore estrinseco definito dal mercato;
  • strumento finanziario (security token) – ICO e ITO: il token rappresenta una partecipazione, in termini di dividendi, diritti di voto, tassi di interessi e/o percentuale sugli utili;
  • utility token – ITO: il token rappresenta solo e soltanto il diritto di acquistare beni e servizi del soggetto emittente escludendo espressamente finalità di natura monetaria, speculativa e partecipativa.
  • commodity token – ITO: il token rappresenta il possesso di tutto o parte dei prodotti emessi, l’investitore può rivendere da solo i prodotti o tramite l’azienda emittente dell’ITO.

Normativa

La corretta individuazione della tipologia di token oggetto di emissione della ICO/ITO è fondamentale per individuare la normativa applicabile.

I token criptovaluta potrebbero ricadere nella normativa bancaria inerente la moneta elettronica e, soprattutto in fase di pre-vendita, i depositi bancari.

I security token, sono riconducibili a prodotti finanziari (quali azioni, derivati ecc.) per cui le relative ICO/ITO sono soggette alla normativa finanziaria e l’emittente dovrà dotarsi di un prospetto informativo ed effettuare le previste comunicazioni ai pubblici regolatori.

Gli utility token e i commodity token, le cui ITO (si parla di Token Sale proprio per evitare di essere considerate coin o security), presentano una gestione più semplice perché più legata alla normale attività d’impresa. Particolare attenzione si consigli di prestare alla fase di pre-vendita, per la quale vi potrebbe comunque essere il rischio che i pagamenti possano essere considerati come depositi bancari. Si consiglia di strutturare il SAFT come vendita di bene futuro e il token come bene digitale.

Infine, l’emissione e la gestione del token criptovaluta e del security token (in misura minore in caso di utility token) è soggetto alla normativa sull’antiriciclaggio del denaro in molte nazioni.

Alcune normative esistenti

  • 25 luglio 2017: la US Security Exchange Commission ha emanato la nota n. 81207 nella quale ha affermato che i token emessi con le ICO, in taluni casi, possono essere prodotti finanziari e che, dunque, devono sottostare alla relativa normativa;
  • 24 agosto 2017: la Canadian Securities Administration ha diffuso una informativa affermando che diverse potenziali ICO da loro esaminate in via preventiva costituivano prodotti finanziari;
  • 4 settembre 2017: la Banca Centrale Cinese ha dichiarato illegali le ICOcon obbligo, in capo agli enti emittenti, di restituzione dei fondi agli investitori;
  • 5 settembre 2017: la Securities and Futures Commission (Hong Kong) ha affermato che, in base alle circostanze del caso, i token emessi in una ICO possono essere prodotti finanziari;
  • 12 settembre 2017: la FCA (Regno Unito) ha toinforma il pubblico che la qualificazione di ICO quale emissione di prodotti finanziari va valutata caso per caso;
  • 13 settembre 2017: la CONSOB ha emesso una la delibera n. 20110 del 13 settembre 2017 con la quale ha stabilito i criteri per i quali il token si configura come attività finanziari
  • 29 settembre 2017: la FINMA (Svizzera) ha emanato apposite linee guida per le ICO affermando che, in taluni casi, i token possono essere equiparati a prodotti finanziari, ferma restando la possibile applicazione della normativa antiriciclaggio in caso di criptovaluta e della necessità di ottenere una licenza bancaria;
  • 8 ottobre 2017: la Financial Services Regulatory Authority (Abu Dhabi) ha emanato un regolamento per chi intende effettuare ICO, specificando che non tutte le ICO comportano l’emissione di prodotti finanziari;
  • 26 ottobre 2017: la Autorité del Marchés Financiers (Francia) apre una consultazione pubblica inerente la possibile regolamentazione delle ICO
  • 14 novembre 2017: l’Autorità Monetaria di Singapore ha emanato una guida dettagliata, quasi una regolamentazione, che esprime i criteri in presenza dei quali le ICO costituiscono emissione di prodotti finanziari;
  • 6 dicembre 2017: la FSC (Corea del Sud), dopo aver dichiarato il 29 settembre 2017 che le ICO sono vietate, ha dichiarato che una specifica normativa è in fase di studio;
  • 1 febbraio 2018: la Commissione Europea lancia EU Blockchain Observatory and Forum;
  • 17 febbraio 2018: l’Agenzia delle Entrate di Israele (ITA) ha pubblicato una circolare contenente gli ultimi dettagli di tassazione delle transazioni di criptovalute nel paese.
  • 20 febbraio 2018: l’Autorità Federale di Vigilanza Finanziaria Tedesca (BaFin) ha chiarito gli obblighi relativi ai token delle ICO, a seguito di numerosi interpelli ricevuti sullo status legale di questo strumento finanziario;
  • 26 febbraio 2018: la Suprema Corte di Israele ha intimato alle banche di accettare e favorire lo scambio di criptovalute e token.

Grazie alle rete di partners di professionisti del settore Studio Gambera & partners vuole aiutare gli imprenditori italiani a conoscere le opportunità della cripto-economia per la realizzazione dei loro progetti. 

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