Con il via libera dato alle regioni sembra che tra poco si possa riaprire la propria attività. Immaginiamo la voglia degli imprenditori di tornare nelle proprie aziende e ripartire, ma proprio questo è il momento di fare alcune riflessioni su cosa comporterà questa riapertura.

Nella più totale incertezza, solo un dato è sicuro, almeno nel breve periodo, ovvero che i flussi economici e finanziari storici non sono più attendibili. Questo impone di dover pensare a delle scelte che possono essere economiche, di marketing, di organizzazione o di gestione.

Le variabili da considerare sono quella del tempo di durata della situazione e quello della prospettiva di cambiamento del mercato. Per fare un esempio guarderemo all’attività di ristorazione che oltre le problematiche comuni a tutte le attività, dovrà confrontarsi anche sulle restrizioni imposte al numero di possibili clienti e agli spazi.

 

Variabile tempo:

L’imprenditore della ristorazione dovrà calcolare, se non lo ha ancora fatto, se il potenziale flusso di clientela potrà ripagare i costi di gestione e garantire un margine. Se così non fosse dovrebbe decidere oggi cosa fare sulla base dei possibili scenari:

  • Penso che questa situazione durerà poco. Dovrà calcolare il disavanzo finanziario e cercare di ottenere un finanziamento a copertura, la durata dipenderà dalla capacità calcolata di poter far fronte al suo ammortamento
  • Penso che questa situazione potrà durare per molti mesi. L’imprenditore dovrà ridurre sensibilmente i costi e, se possibile, aumentare i ricavi medi, fino al raggiungimento della parità (Break Even Point-BEP). Inoltre dovrà calcolare il bisogno finanziario per stabile come poterlo riequilibrare.

 

Variabile cambiamento del mercato:

L’imprenditore della ristorazione dovrà oggi, possibilmente insieme ai suoi collaboratori, per aumentare le idee, valutare quali potrebbero essere delle soluzioni alternative al modello di business fino a ieri utilizzato e quale potrebbe essere l’impatto in termini di costo e di organizzazione. In questo modo avrà un piano di riserva da poter attivare a seconda dei possibili scenari:

  • Il mercato riprenderà dopo questa fase. In questo caso è importante stabilire la possibile durata della fase intermedia e trovare un finanziamento che ne consenta la copertura del disavanzo, calcolando la durata sulla base delle potenzialità dei flussi finanziari prospettici
  • Il mercato muterà in modo definitivo o comunque non tornerà come prima. In questo caso, oltre l’attività dello scenario precedente, avere un piano B e forse anche uno C e D è fondamentale.

Gli imprenditori sulla base dei risultati ottenuti dovranno poi valutare se sia possibile riaprire la propria attività, se modificarla o se sia meglio chiuderla o fonderla con un’altra.

Cosa dobbiamo fare quindi prima di riaprire?

Ci sono alcuni passaggi obbligati che ogni imprenditore dovrebbe fare prima di riaprire la propria attività, ed esattamente:

  1. Fare un piano economico basato sulla serie storica e crearne uno prospettico sulla base dei possibili scenari futuri, sia positivi che negativi. Vorrei porre l’attenzione anche sugli scenari positivi, a esempio: se la maggior parte dei ristoratori della zone chiudessero, siete in grado di poter dare una soluzione alla potenziale clientela?
  2. Fare un piano finanziario della vostra attività anche questo basato sui dati storici e su quelli prospettici per calcolare la vostra necessità di liquidità. Avere una buona idea ma non avere i soldi per realizzarla è peggio che non sapere cosa fare.
  3. Fare una riunione con i vostri collaboratori, clienti e fornitori per definire possibili scenari futuri e immaginare piani alternativi di azione.

 

Vi serve un aiuto per elaborare queste attività? Contattateci e vi daremo tutti i suggerimenti possibili.